Formazione spirituale e liturgica

Da “La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana” – Orientamenti e norme per i seminari della Conferenza Episcopale Italiana (2006)

 

80. «La formazione spirituale costituisce il cuore che unifica e vivifica» la vita e la formazione dei futuri presbiteri. Il suo contenuto essenziale è la condivisione dell’esperienza del mistero pasquale di Cristo Pastore, sotto l’azione dello Spirito Santo. Il seminario propizia questa esperienza ispirandosi alla pedagogia adottata da Gesù con i suoi apostoli. Egli instaurò anzitutto con i Dodici una relazione personale, favorì un clima di vita fraterna e li considerò suoi amici. Anche oggi l’amicizia con Gesù, come risposta alle domande sul senso della vita e motivazione profonda del ministero presbiterale, da stringere con sempre maggiore intensità, è l’elemento decisivo della formazione spirituale. Essa rende disponibili i seminaristi ad accogliere l’azione dello Spirito che plasma e stimola, in modi sempre nuovi e imprevedibili, all’impegno pastorale e missionario. Formarsi al presbiterato, infatti, significa imparare a dare una risposta personale alla questione fondamentale posta da Gesù a Pietro: «Mi ami tu?».

Il rapporto personale con Gesù Cristo viene sperimentato soprattutto attraverso la fedele meditazione della Parola di Dio, la preghiera e l’attiva partecipazione ai sacramenti, i carismi della carità pastorale nella dedicazione alla Chiesa particolare e del dono di sé nella verginità, la trama delle relazioni educative, fraterne, amicali e di servizio.

 

 

La persona in cammino

 

La varietà di età, di provenienze e di esperienze impone una diversificazione nel percorso di formazione.

È compito degli educatori, e di nessun altro, addentrare nella vita spirituale e nella conoscenza della vita liturgica i nuovi seminaristi, così che essi sperimentino la potenza della grazia divina. Il percorso richiede gradualità nella vita spirituale, nella vita liturgica, lunghi tempi di silenzio e di riflessione; per questo motivo i momenti spirituali comunitari sono diversi per età e tappe di crescita.

 

 

Il percorso spirituale comunitario

 

Tutti i seminaristi devono lasciarsi guidare ad una vita spirituale individuale, di spessore, che sia sostegno per la vita del cristiano e del futuro presbitero diocesano.

Momenti privilegiati per realizzare questo percorso sono:

La preghiera e la meditazione quotidiana, i cui contenuti esclusivi sono la Parola di Dio e i misteri della fede cattolica. A questo proposito, è indispensabile lasciarsi guidare dalle indicazioni del Direttore spirituale.
L’Adorazione eucaristica personale o comunitaria e la Lectio divina del giovedì aprono il cuore all’intimità con il Signore Gesù Cristo.
I ritiri spirituali periodici e gli esercizi spirituali annuali educano all’approfondimento spirituale.
Il dialogo frequente con il Direttore spirituale e con gli educatori forma il seminarista alla ricerca della verità e alla volontà di Dio; 
L’educazione alla recita, alla meditazione e al canto dei salmi educa alla preghiera corale;
L’educazione al celebrare contribuisce a formare una concezione adeguata della Liturgia secondo il Magistero della Chiesa.

 

Lungo il percorso il Direttore spirituale verifica la progressione nella vita interiore e nella vita di preghiera. È necessario che il seminarista si lasci guidare con fedeltà affinché vi sia una reale maturazione cristiana e vocazionale nell’unione tra fede e vita, studio e preghiera. Scopo dell’itinerario educativo è portare ciascuno ad una vita spirituale robusta e fedele in vista del presbiterato.

 

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