
Cristiano Brumat in occasione del ricevimento del ministero dell’accolitato, lo scorso 17 marzo nella cattedrale di Gorizia. © foto: www.diocesigorizia.it
In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, coincidente nella Diocesi goriziana con la Giornata del Seminario, l’Arcivescovo Amministratore Apostolico di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli (che nel gennaio scorso è stato nominato da Papa Leone Segretario del Dicastero per il Clero) ordinerà diacono il seminarista Cristiano Brumat. La celebrazione avrà luogo domenica 26 aprile alle 19.00 nella chiesa di san Giuseppe a Monfalcone.
Cristiano, classe 1998, originario della parrocchia di San Rocco a Gorizia, dalla quale è partita anche la vocazione, è in servizio nell’Unità Pastorale che riunisce le parrocchia di San Giuseppe a Monfalcone e dei santi Pietro e Paolo di Staranzano.
Ha iniziato il percorso di seminario nel 2017 con l’anno propedeutico a Gorizia. Nel 2018 è entrato in seminario a Castellerio, nel quale ha trascorso quattro anni, continuando il servizio parrocchiale durante il fine settimana nella sua parrocchia di origine all’inizio e poi nella unità pastorale di Cormons. Dal 2022 ha iniziato nella diocesi di Padova un servizio caritativo e pastorale durato due anni, il primo nella parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino a Padova e il secondo nella parrocchia di san Bonaventura a Cadoneghe.
Nel 2024 è rientrato in diocesi a Gorizia, in servizio nell’unità pastorale di san Giuseppe-Staranzano.
L’intervista a Cristiano

© foto: www.diocesigorizia.it
Selina Trevisan ha intervistato Cristiano, per il settimanale diocesano della Diocesi di Gorizia Voce Isontina: a pochi giorni dall’ordinazione, emerge il ritratto di un giovane che non vive questo momento come un traguardo conquistato, ma come una grazia ricevuta, da accogliere con stupore e responsabilità.
Nel suo racconto si intrecciano gratitudine e memoria: le persone incontrate, la famiglia, i formatori e le comunità che lo hanno sostenuto diventano il segno concreto di un cammino condiviso. È proprio da queste relazioni che nasce il suo desiderio di servizio, vissuto sul modello di Cristo servo, tra Parola, liturgia e attenzione ai più fragili.
Non manca però una tensione interiore, quasi una domanda aperta: come vivere questo ministero in modo autentico, senza ridurlo a qualcosa di formale? È qui che si coglie la parte più vera della sua testimonianza.
E alla fine, più che offrire risposte, Cristiano affida tutto a una richiesta semplice ma decisiva: continuare a sostenerlo con la preghiera, perché quel “sì” possa diventare vita concreta, giorno dopo giorno.
