Ministeri istitutiti: accolitato a quattro seminaristi

Il 1° marzo alle 18.30 nella cattedrale di san Giusto a Trieste riceveranno il ministero dell'accolitato quattro seminaristi delle nostre Diocesi: Giulio Barelli, Marijo Karadakić e Paul Tshimanga Nkuna per la Diocesi di Trieste; Matteo Ranieri per l'Arcidiocesi di Udine.

Da sinistra: Giulio Barelli, Matteo Ranieri e Marijo Karadakic.
Foto di Luca Tedeschi (Diocesi di TS)

Domenica 1° marzo, alle ore 18.30, nella Cattedrale di san Giusto a Trieste mons. Enrico Trevisi, Vescovo di Trieste, presiederà la celebrazione Eucaristica nel corso della quale saranno istituiti accoliti i seminaristi Giulio Barelli, Marijo Karadakić e Paul Tshimanga Nkuna (seminarista di origine congolese), tutti e tre per la Diocesi di Trieste. Insieme a loro sarà istituito accolito anche Matteo Ranieri per l’Arcidiocesi di Udine. Alla celebrazione prenderanno parte anche l’Arcivescovo di Udine mons. Riccardo Lamba e l’Amministratore Apostolico di Gorizia e Segretario del Dicastero per il Clero, l’Arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli.

 

Chi è l’accolito?

Il seminarista Paul Tshimanga Nkuna.
Foto di Luca Tedeschi (Diocesi di TS)

L’accolitato si colloca nella comprensione teologica del ministero come servizio all’altare e al mistero eucaristico, mediante il quale la Chiesa è edificata e nutrita nel Corpo di Cristo. Tradizionalmente legato al cammino verso l’Ordine sacro, esso esprime una dimensione essenziale della vita ecclesiale: il primato dell’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, dalla quale scaturiscono e alla quale tendono ogni azione liturgica e pastorale.
Con la riforma di Paolo VI (Ministeria Quaedam, 1972), l’accolitato è stato riconosciuto come ministero laicale stabile, distinto dall’itinerario strettamente clericale. Questo ha messo in luce il suo valore ecclesiale: l’accolito non è semplicemente colui che svolge un servizio pratico durante la celebrazione, ma un ministro istituito per servire in modo particolare l’altare, collaborare al ministero ordinato e favorire una partecipazione più piena e ordinata dell’assemblea alla liturgia.
Il motu proprio Spiritus Domini di Papa Francesco ha ampliato l’accesso a questo ministero a tutti i battezzati idonei. Per i candidati al sacerdozio, l’accolitato conserva una funzione formativa specifica, educando a una relazione profonda con il mistero eucaristico e a uno stile di servizio umile e attento, che plasma interiormente il futuro presbitero prima ancora dell’esercizio del ministero sacerdotale.
L’accolito è chiamato ad amare e servire la Chiesa con una particolare dedizione al mistero dell’Eucaristia (cfr. Rito dell’Istituzione). Egli presta il proprio servizio all’altare, prepara i doni, assiste il diacono e il sacerdote e, quando necessario, può distribuire la santa Comunione come ministro straordinario. Tuttavia, il suo compito non si esaurisce nel gesto rituale: attraverso il servizio liturgico, egli è chiamato a entrare sempre più nel mistero che celebra, lasciandosi conformare a Cristo servo e offerta gradita al Padre.

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