Ministero del Lettorato a sei seminaristi

Si tratta di Andrea Ceolin, Daniele Lizzi, Paolo Miani, Alessandro Perabò, Enrico Ragazzo (tutti per la Diocesi di Udine) e Paul Tshimanga Nkuna (seminarista di origine congolese, per la Diocesi di Trieste). La celebrazione avrà luogo domenica 25 gennaio alle 19.00 nella Cattedrale di Udine alla presenza dei Vescovi.

Da sinistra a destra: mons. Riccardo Lamba (Udine), mons. Redaelli (Gorizia) e mons. Trevisi (Trieste)

Domenica 25 gennaio, alle ore 19.00, nella Cattedrale di Udine mons. Riccardo Lamba, arcivescovo di Udine, presiederà la celebrazione Eucaristica nel corso della quale saranno istituiti lettori i seminaristi Andrea Ceolin, Daniele Lizzi, Paolo Miani, Alessandro Perabò, Enrico Ragazzo (tutti per la Diocesi di Udine) e Paul Tshimanga Nkuna (seminarista di origine congolese, per la Diocesi di Trieste). Alla celebrazione prenderanno parte anche l’arcivescovo di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli e il vescovo di Trieste mons. Enrico Trevisi (nella foto).

 

Chi è il lettore?

Il lettorato si colloca nella comprensione teologica del ministero come servizio alla Parola di Dio, mediante il quale la Chiesa è edificata e guidata nella fede. Tradizionalmente legato al cammino verso l’Ordine sacro, esso esprime una dimensione essenziale della vita ecclesiale: l’ascolto e l’annuncio della Parola, che precedono e fondano ogni azione liturgica e pastorale.
Con la riforma di Paolo VI (Ministeria Quaedam, 1972), il lettorato è stato riconosciuto come ministero laicale stabile, distinto dall’itinerario strettamente clericale. Questo ha messo in luce il suo valore ecclesiale: il lettore non è solo colui che proclama un testo, ma un ministro chiamato a servire la Parola, custodirla e testimoniarla nella vita della comunità.
Il motu proprio Spiritus Domini di Papa Francesco ha ampliato l’accesso a questo ministero a tutti i battezzati idonei. Per i candidati al sacerdozio, il lettorato conserva una funzione formativa specifica, educando a un rapporto vitale e obbediente con la Sacra Scrittura, che plasma interiormente il ministro prima ancora della predicazione.
Il lettore è chiamato ad amare e servire la Chiesa con una particolare dedizione al ministero della Parola, che è presenza viva di Cristo nella comunità (cfr. Rito dell’Istituzione). Non presta semplicemente la voce, ma diventa strumento attraverso il quale Dio parla al suo popolo, lasciandosi egli stesso formare da ciò che proclama.
Il lettorato è così una vera scuola di discepolato e configurazione a Cristo Maestro: il lettore ascolta per primo, custodisce la Parola nel cuore e la annuncia con autenticità, perché la Scrittura proclamata nella liturgia diventi vita vissuta nella Chiesa.

Da sinistra a destra: Daniele Lizzi, Andrea Ceolin, Enrico Ragazzo, mons. Riccardo Lamba, Paolo Miani e Alessandro Perabò

Paul Tshimanga Nkuna

 

 

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